marianz ([info]marianz) wrote,
@ 2008-09-26 02:40:00
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Pezzi : Capitolo V (Casalingo, Dublino, marianz contro il buttafuori)
[5] - 16.09.08, da una email personale

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Il mio agosto è stato, a conti fatti, abbastanza noioso. A parte la parentesi di qualche giorno solitario a Dublino, ho lavorato al museo, e fatto qualche uscita di tanto in tanto. A metà agosto le mie coinquiline (che già erano subentranti alle coinquiline originali) sono partite e ho dovuto cercare delle nuove coinquiline. Ho molto penato, ma alla fine ne ho trovate due; solo che ho decisamente sbagliato il tiro, e ora sono scontento di averle scelte. Sono due giovinastre ubriacone che vivono molto di notte e poco di giorno, che rientrano al mattino presto facendo un sacco di baldoria, portando gente a dormire a casa, e che hanno una sregolata vita sessuale con uomini e donne. Anche in casa mia, e anche quando tento di dormire. Adesso pare si siano calmate, ma alla minima cosa che non va mi sa che sbrocco e le caccio a calci nel sedere.
Il problema forse è che sto diventando vecchio, e mi inacidisco sempre di più. Non che io sia mai stato un filantropo. Ma forse questa solitudine troppo prolungata, e questa incertezza nella mia vita, iniziano a pesare. Qua non so cosa ci faccio esattamente. Continuo a lavoricchiare al museo, e nel tempo libero dormo, o lo perdo su internet. AVrei voglia di attivarmi un po', di fare qualcosa, di reagire, ma non mi viene. E allora mi chiedo se sono qua perché mi piace, o perché stavo fuggendo da qualcosa; e credo che la verità più probabile è che siano vere entrambe le cose.
 
Ho comprato e mi sono fatto portare un mucchio di libri, ma vedremo se riesco a leggerli. Fatto portare, perché ho avuto il piacere di ospitare qualche giorno mia madre e mio fratello. Li ho fatti camminare tanto, e li ho anche portati a mangiare indiano. Se vieni a novembre, porterò anche te a mangiare indiano, nel mio quartiere è una specie di obbligo, ci sono solo negozi e ristoranti indiani (in realtà srilankesi, però vabbè...). Stare qualche giorno con mia madre e mio faretllo mi ha rilassato, ma i due giorni immediatamente successivi ho mezzo sclerato con le mie coiquiline, ma mantenendo una calma olimpica ho fatto un discorso pacato pacato dove svelavo la mia intenzione di buttarle fuori. Ci siamo detti che una seconda possibilità va data a tutti e adesso vedremo come vanno le cose in questa seconda parte di mese.
 
Ogni tanto per rilassarmi cucino. Quasi solo primi piatti in realtà. Tagliatelle alla bolognese; sformato di riso al forno con sugo wurstel e piselli; penne al salmone; pasta e lenticchie; pasta al cavolo e curry al forno (non è venuta però benissimo in realtà...); sui secondi giusto della provola alla pizzaiola (provola ovviamente portata mia mamma). [...]
 
A Dublino, invece, ho speso un sacco di soldi in Guinness. A una certa ora non ti resta altro da fare che andare in giro per pub, dato che ce ne sono a centinaia. Ma vivissimi, un sacco di musica dal vivo, e anche se sono abbastanza turistici, la presenza autoctona c'è sempre, ed è calorosa. Ci sono state un paio di serate in cui ho semplicemente fatto il cretino con sconosciuti e sconosciute dentro i pub. Ci sono stati però anche momenti in cui mi ha assalito quel che di tristezza che dopo un po' di birre inizia a fare a botte con l'entusiasmo, e a volte vince. In generale però, direi, che è stato bello.
[...] Tra qualche giorno mi prendo ancora un 3-4 giorni di vacanza, stavolta vado a Bratislava. Ci vado con un amico, e stiamo da un suo amico, e il programma è piuttosto quello di fare festa... non so se magari ci scappa anche un salto a Vienna, che sta a un'ora di treno... ma stavolta non voglio prevedere niente.
 
Parigi inizia a essere autunnale. La sera viene più presto, e i vestiti si allungano e appesantiscono. Ha anche un suo fascino particolare in realtà, e così non l'avevo ancora vista. E' la prima volta in quattro anni che la vedo di settembre, alle porte dell'autunno. Chissà come sarà ad ottobre. Non che abbia più molto tempo di camminarla; mi sposto al lavoro, il mattino dormo molto, la notte sto sveglio fino a tardi. Ho persino smesso di scrivere da tanto tempo. Ogni volta mi dico che devo ricominciare, ma poi non lo faccio. Mi ci è voluto tempo persino per scrivere a te.
Ho in mente uno schema di romanzo fatto solo da email, tipo romanzo epistolare di nuova generazione. Sarebbe diviso in due parti, una chiamata Posta inviata, e l'altra Posta ricevuta. Il protagonista è un ragazzo di cui non si sa più nulla, scomparso, e di cui si riporta la registrazione della posta elettronica per capirci qualcosa di più.
 
Poi ci sono le serate in compagnia. Sono molto uscito con un mio amico toscano, ad agosto, ed ora lui è partito in vacanza per un mese (le scene migliori con lui: noi due che cantiamo Elio e le storie tese a squarciagola nella notte deserta parigina), ma è tornato un altro mio amico che invece è stato due mesi in Italia (lo stesso con cui andrò in Slovacchia), ed ora esco molto con lui. Qualche sera fa in un bar ho litigato con un buttafuori; nonostante il clima molto teso, a pensarci dopo è stata una scena non priva di un certo umorismo grottesco: io che platealmente rovescio una birra addosso a questo omone grosso il doppio di me, visibilmente incazzato, e che dopo vuole uccidermi. Due giorni dopo non mi volevano fare entrare nel bar di fronte, sempre per questa storia, e c'era il buttafuori del primo bar che chissà come mi aveva visto passare e riconosciuto nel buio (chissà quanto avrà sognato di menarmi) e si sbracciava facendo indicazione di non farmi entrare. Dopo un quarto d'ora e un concilio di buttafuori dei due bar (contro di me) e il proprietario del secondo bar, con i miei amici (che erano già dentro) usciti a capire cosa stesse succedendo e a calmarmi, alla fine mi han fatto entrare.

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